COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Il RAGDOLL CAT CLUB ITALIANO, in tutela della razza Ragdoll, nell'assemblea straordinaria del 29 settembre scorso ha deliberato quando segue (per gli allevatori associati).

In caso di cessione di esemplari da riproduzione (e/o monte) provenienti da linee con Patriarca Gucci:

1) obbligo di massima trasparenza con espressa precisazione della presenza di PG

2) divieto assoluto del suo accoppiamento con altri esemplari appartenenti a linee PG, da sottoscrivere da entrambe le parti nel contratto di cessione.

Il DIRETTIVO DEL RAGDOLL CAT CLUB ITALIANO

Cosa é PG e cosa significa “avere PG”?
PG non é una malattia!
In effetti questa sigla utilizzata sui social per brevità corrisponde semplicemente al nome e cognome di una gatta, Patriarca Gucci, nata in Spagna nel 2001 in un allevamento di Ragdoll famosissimo, tanto che chiunque controlli i pedigree dei propri Ragdoll troverà probabilmente un Patriarca fra i suoi antenati. In effetti, Patriarca, di Pat Brownsell, è stato il primo allevamento di Ragdoll in Europa, quindi è normale che tutti i gatti Europei, nonché tantissimi gatti americani abbiano tra i bisnonni un gatto proveniente da lì.
Tra i tanti che acquistarono gatti da Patriarca ci fu nel 2001 un allora novella allevatrice danese, che, appunto, importó la bellissima gattina Patriarca Gucci dalla Spagna.
Questa gattina in Danimarca divenne poi madre di molti cuccioli, di cui parecchi ceduti da breeder ad allevatori scandinavi. Peraltro, si trattava di gatti molto belli, tanto che diversi figli e nipoti di Gucci son diventati campioni nazionali ed internazionali, ed alcuni anche World Winner, che è uno dei titoli di campionato più prestigiosi che si può conseguire.
Chiaramente, trattandosi di gatti molto vincenti, son gatti che si son riprodotti tanto, e di cui tanti figli son stati ceduti ad altri allevamenti.
Passano gli anni, e nel 2013/14 gli allevatori scandinavi iniziano a notare uno strano e inquietante fenomeno: alcuni cuccioli nascono molto piccoli, con problemi di deambulazione e probabilmente mentali, hanno uno strano aspetto, con orecchie molto basse, muso molto schiacciato e occhi di un blu particolarmente intenso, e soffrono di gravissimi disordini intestinali che li portano irrimediabilmente alla morte prima dei 5 mesi di età.
Il Ragdoll Club Scandinavo, reso parte dello strano fenomeno, inizia ad indagare sulla vicenda, e dopo alcune sommarie ricerche emerge che tutti i gattini deceduti avevano una sola caratteristica in comune: discendevano, sia per parte di padre, che di madre, dalla stessa gatta, Patriarca Gucci, appunto.
Il Ragdoll Club scandinavo, dunque, provvede ad avvertire IMMEDIATAMENTE tutti i colleghi allevatori di tutto il mondo, chiedendo se negli altri paesi vi fossero stati dei casi, e, dalle testimonianze raccolte, balza subito agli occhi un unico dato: ci sono stati casi, pochi, in altri paesi, laddove si sono accoppiati tra di loro gatti parenti di Patriarca Gucci.
Nessun cucciolo nano censito risulta essere nato da altri gatti, o laddove Patriarca Gucci sia presente solo in uno dei due gatti che si accoppiano.
Al momento la patologia non sembra corrispondere ad alcuna malattia precedentemente nota, ed è perciò provvisoriamente chiamata “nanismo del Ragdoll”.
Gli allevatori di tutto il mondo, su impulso del Club Ragdoll Scandinavo, hanno messo in piedi una campagna di raccolta fondi per finanziare una ricerca, affidata all’università svedese SLU, dipartimento di veterinaria e la speranza di tutti è che sia possibile presto sviluppare una cura, nonché un test genetico così da escludere i gatti portatori del gene malato dalla riproduzione.
Al momento, però, non potendo verificare se un gatto sia effettivamente portatore o no della sindrome, le raccomandazioni provenienti dalla SLU, cui il nostro club si associa, sono di non accoppiare tra di loro gatti discendenti da Patriarca Gucci, e di cedere da riproduzione gattini discendenti da Patriarca Gucci solo informando l’acquirente della possibilità che il gatto sia portatore della patologia.
Per i gatti ceduti da compagnia non vi è, invece, nessun rischio: trattandosi di una patologia recessiva e che si manifesta nei primissimi giorni di vita e conduce alla morte entro pochi mesi , se un gatto non è nano non può diventarlo, e, comunque, i cuccioli affetti da tale problema muoiono molto prima di lasciare l’allevamento. (RINGRAZIAMO LA PREPARATISSIMA COLLEGA 
Giulia Lepri PER LA CHIARA ED ESAUSTIVA SPIEGAZIONE)